Cantiere di costruzione

George Lawley & Son - Boston, USA

Progettista

A. Stanton Chesebrough

Anno di varo

1905

Armamento

Schooner aurico

Materiale scafo

Acciaio

Materiale albero e boma

Legno

Anno ultimo restauro

2019

Cantiere ultimo restauro

Francesco Del Carlo - Viareggio (LU), Italia

Lunghezza fuori tutto (m)

59,00

Lunghezza in coperta (m)

41,60

Lunghezza al galleggiamento (m)

29,72

Larghezza massima (m)

7,88

Immersione (m)

4,30

Dislocamento (kg)

214,20

Superficie velica (mq)

1.100,00

Invader fu progettata da Albert Stanton Chesebrough, nipote di Nathanael Herreshoff, che per un progetto così si avvalse del supporto di Edward Burgess.
Lo yacht fu costruito per il magnate cinematografico di Hollywood Joseph M. Schenck che la utilizzò per alcuni anni, veleggiando insieme ai suoi famosi ospiti - Charlie Chaplin, Douglas Fairbanks e numerosi altri personaggi della Hollywood del tempo - prima di venderlo a Roy A. Rayney nel1912.
La barca continua a battere bandiera americana fino al 1921 quando passa, probabilmente per motivi fiscali, sotto i registri britannici.
Nel 1926 è sua vittoria in tempo reale e compensato della Transpac, la famosa regata tra San Francisco e Honolulu.

Dal 1921 al 1987 la barca ha continuato a cambiare armatore e per un paio di volte è comparsa nei registri navali come proprietà della guardia costiera delle Hawaii e della California.
Invader naviga moltissimo: dall'Australia agli Usa è sempre alla ricerca di un mare o di un oceano da sfidare.

Nel Mediterraneo arriva solo nel 1997, quando ormai è già sfiancata. E a Palma di Majorca viene notata da un amatore che inizia l'inseguimento di questo due alberi, che alla fine riesce a comprare. L'incontro fatale si consuma a Brema, nei cantieri navali Lurssen, dove il nuovo comandante va a recuperarla.
Lo scafo recuperato arriva a La Spezia viaggiando nella stiva di un'altra nave, che lo protegge da una traversata troppo faticosa. Così, dopo anni di un complesso e costoso restauro, a Viareggio Invader ritrova una nuova vita.
Nel 2019 torna a Viareggio per il restauro nel Cantiere Francesco Del Carlo dei suoi possenti alberi in Oregon Pine.

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