Cantiere di costruzione

Dufour S.A. · Perigny, Francia

Progettista

Michel Dufour

Anno di progetto

1967

Anno di varo

1974

Armamento

Sloop

Materiale scafo

Vetroresina

Lunghezza fuori tutto (m)

9,25

Lunghezza in coperta (m)

9,25

Lunghezza al galleggiamento (m)

6,70

Larghezza massima (m)

3,00

Immersione (m)

1,35

Dislocamento (kg)

3.600,00

Superficie velica (mq)

45,00

Daphne nasce nei cantieri Dufour di La Rochelle nel 1974 quando ormai l’Arpège aveva già un suo posto nella storia. Il geniale design nautico del 1967 – larghezza al baglio massimo e lunga linea di galleggiamento – ebbe un enorme successo rendendo l’Arpège la barca popolare più amata. Inoltre la zavorra a siluro, la costruzione in vetroresina, il grande timone su skeg la rendevano stabile, veloce, sicura e manovriera. Che l’architetto Renzo Piano abbia voluto disegnarne gli interni unisce sapore artistico al disegno ingegneristico e capacità tecnologiche.

Daphne, è un Arpège della seconda generazione che, nel 1970, vide apportate piccole migliorie: trasto avanzato verso prua per il confort in pozzetto, lande spostate internamente alla falchetta per stringere meglio il vento. Come molte sorelle, pesca 135cm mentre esistono anche versioni più efficienti con un pescaggio maggiorato a 165cm. Pesa soltanto 3.600kg, ha un spesso fiberglass e un controstampo.
In tutto, dal 1964 al 1975, ne vennero approntate 1.600 unità. Il suo è stato lo scafo più prodotto al mondo, blasonato da successi sportivi in campo mondiale; uno per tutti alla Transpacifique del 1969, dove lo “spaziale” Pen Duick V in alluminio di Tabarly vinse tallonato dall’Arpège di Terlain, secondo assoluto con lo scafo più piccolo di tutta la flotta.

N° di serie 1029, nel 1974 Daphne esce dai cantieri francesi di La Rochelle in Vandea e, trasportata all’isola d’Elba, viene varata con altri due esemplari identici per la scuola di vela tedesca della famiglia Stick di Magazzini, nella rada di Portoferraio.
Nel 1997, durante corsi di scuola di vela ha un incidente e disalbera riportando anche danni in coperta e alla murata di sinistra.
Da qui un nuovo passaggio di proprietà: Daphne diventa la compagna di un velista elbano, Roberto Muntoni, che la riporta in perfetta forma nell’arco di un anno.

Dal 2017 ha un nuovo armatore, Enrico Rosati, che esegue con l’aiuto di Bart e Ben Beuken e Federico Buoncristiani importanti lavori di manutenzione e conservazione: sostituzione del vecchio Volvo Penta 18 con un 30, trattamento epossidico dello scafo, consolidamento della tuga, completa riverniciatura sia dell’opera viva sia dell’opera morta. Più tardi, nuova vela di prua armata su un comodo rolla-fiocco con il supporto tecnico di Lele Lami.
Attualmente la barca è a Portoferraio dove attende ulteriori e infinite migliorie.

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