Progettista

Gary Mull

Anno di progetto

1975

Anno di varo

1976

Armamento

Sloop

Classe

6 Metri S.I.

Numero velico

6 ITA 70

Materiale scafo

Legno a fasciame classico

Lunghezza fuori tutto (m)

10,78

Lunghezza al galleggiamento (m)

7,77

Larghezza massima (m)

1,87

Superficie velica (mq)

44,00

Valentina è un 6 metri stazza internazionale costruito dai Cantieri Sangermani di Lavagna nel 1976 su commissione di Giuseppe "Pinetti" Masini, figlio di Enrico, storico cliente del Cantiere, già proprietario di Valentina VI, un prima classe IOR del 1972 progettato da Alan Gurney che ha partecipato nel 1977 alla seconda edizione della Whitbread Round the World Race con il nome "B & B Italia" giungendo nono assoluto.

Quando i Masini, abbandonate le regate IOR nei primi anni '70 a causa delle continue polemiche sul regolamento di stazza, decisero di ritornare alla vela agonistica, si lasciarono conquistare dal fascino dei 6 metri S.I., dove un rigidissimo regolamento di stazza obbligava progettisti, costruttori, velai ed equipaggi ad adottare le soluzioni tecniche più avanzate e sofisticate già proprie dei fratelli maggiori di Coppa America (i 12 metri S.I.) ma se vogliamo ancora più esasperate viste le dimensioni più ridotte delle barche. L'idea era quella di partecipare alla famosa Six Metre Australian-America's Cup per sfidare i più forti del mondo.

In quegli anni, gli statunitensi della costa occidentale la facevano da padroni. Una flotta agguerritissima regatava con i colori dello Yacht Club di S. Francisco, lo stesso Club che ha conteso a Luna Rossa la vittoria nella Vuitton Cup con America One. Ebbene il tattico che consigliava Paul Cayard nelle acque di Auckland, John Kostecki, lo ritroviamo campione del mondo di 6 metri S.I con St. Francis IX (US-120) a Marstrand nel 1989 e l'anno seguente campione europeo nelle acque di Porto Rotondo in Sardegna. Ma alla creazione del mito dei St. Francis (nome caratteristico dei 6 metri armati dallo Yacht Club di St. Francisco) ha contribuito in modo determinante anche Tom Blackaller che con St. Francis IV (US-95), progettato anch'esso da Gary Mull, vinse a Seattle il campionato del mondo nel 1973.

Anche il magnate della comunicazione Ted Turner con il suo Ranger (US-112), anch'esso uscito dalla matita di Gary Mull, amava regatare sui 6 metri S.I. Nel 1979 Turner con il suo Courageous aveva difeso, vincendo, la coppa America, ma lo ritroviamo solo quinto nella Six Metre Australian-America's Cup svoltasi quello stesso anno a Seattle, edizione vinta dal grande asso svedese Pelle Peterson, al timone del suo Irene (S-104).
Progettato anch'esso da Gary Mull, Valentina è lungo 10,776 metri, largo 1,872, con un dislocamento di 4 tonnellate di cui ben 3,184 di zavorra. Lo scafo, dalle linee di carena pulite ed eleganti, è realizzato con singolo strato di fasciame longitudinale verniciato a flatting, lasciando a vista il perfetto gioco di incastro delle tavole. Presenta due pozzetti, uno ridottissimo a poppa per il timoniere, mentre il secondo, ben più ampio, per l'equipaggio, ha due spoiler a prua dell'albero per limitare l'ingresso delle onde a bordo, e un piccolo trim-tab e si trova in fondo al bulbo.

Caratteristica tipica delle barche metriche di Mull, che ha lavorato per molti anni nel celebre studio Sparkman & Stephens di New York, è il particolare slancio di poppa a "spillo" molto pronunciato, che rende più stabile la barca nelle andature portanti, punto dolente di questi piani dal baglio massimo così ridotto, che è diventata poi una sorta di firma del celebre architetto statunitense.
Ogni singolo componente di Valentina è stato pesato per restare entro i rigidi limiti del regolamento di stazza che non ammette il minimo errore. La costruzione ha richiesto quasi 8000 ore di lavoro; nove operai hanno lavorato circa un anno per completare la barca, ed il risultato è stato un vero e proprio "mostro" da regata. Tutto il "fitting" di coperta, dai famosi verricelli speciali con le campane ridotte per fare minore attrito e con il particolare aggancio della maniglia da sottocoperta sino al "boomerang" posto a piede d'albero che razionalizza le manovre correnti, è opera di Warwick Tompkins, geniale attrezzista specializzato in 6 metri S.I. che lavorava a stretto contatto di Gary Mull. Le leggende dicono che questo signore già a quattro anni avesse doppiato Capo Horn. In cantiere ancora ricordano le sue famose dime di cartone che venivano affidate agli operai specialisti dell'officina, veri "maghi" dell'alluminio e dell'acciaio inossidabile, che componevano l'oggetto secondo progetto.
Nel 1982, durante una regata sul lago di Ginevra, virando con vento molto forte, Valentina infila con la prua un'onda proseguendo la sua corsa verso il fondo del lago. Durante una ispezione casuale per lavori sul fondale del lago, gli addetti sul batiscafo individuarono la barca con ancora le vele a riva a 240 metri di profondità. Rimasta sul fondo del lago per oltre due anni, la barca fu recuperata con difficoltà notevoli. Con un grosso braccio meccanico, la barca viene agganciata dalla testa d'albero e al secondo tentativo il recupero riesce. La barca è in condizioni migliori di quanto si potesse supporre, a dimostrazione della bontà della costruzione. Il nuovo armatore decide comunque di rivolgersi al Cantiere Sangermani per un "refitting" completo che riguarda soprattutto il ripristino dell'attrezzatura visto che lo scafo necessita solo di interventi di verniciatura. Valentina ritorna quindi a Lavagna nel 1985 e divenne quasi subito la barca personale di Cesare Sangermani jr. Con i colori del Cantiere, nel 1986 partecipa al Campionato Europeo. Successivamente, con un nuovo armatore, ma sempre con Cesare Sangermani jr. al timone, vince le Regates Royales di Cannes nel 1995 e le edizioni 1996 e 1997 del Raduno Sangermani.

Nel 1999 diventa di proprietà degli armatori di un altro Sangermani, il Samurai, ben conosciuto nel mondo delle regate d'epoca per le sue molte vittorie. Nello stesso anno partecipa al X Raduno Sangermani a Portofino, vincendo entrambe le prove entrambe le prove. Nel 2000, partecipa alla Six & Sky di Cannes, al Campionato Europeo dei 6 metri S.I. a St. Tropez, e alle Regates Royales di Cannes. A distanza di cinque anni si iscrive per la seconda volta il proprio nome nel palmares delle Regates Royales, dopo sei combattutissime regate con 5 vittorie di giornata.

Nel 2003 partecipa ai Campionati del Mondo della classe 6 metri S.I., unico esemplare iscritto con scafo in legno, chiglia trapezoidale e timone con skeg in una flotta interamente costruita in materiali sintetici ed ispirata alle linee rivoluzionarie di Australia II che, nel 1982, introdusse il bulbo appeso con le alette stabilizzatrici.

Nel 2004 e nel 2005 Valentina incide il suo nome sul prezioso Trofeo in argento Challenge Serbelloni.

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