A Cowes per la British Classic Week 2011

15 Agosto 2011
Tempo di lettura: 7 minuti circa

di Enrico Zaccagni

– Pints! Pints! (Pinte di Birra!!) era il grido degli equipaggi dei Classic Yachts che giungevano per primi in banchina a Cowes durante le regate della British Classic Week lo scorso luglio, sotto una pioggia fine e fredda e raffiche di vento da Nord; e poi, riordinate velocemente le barche, tutti ai Pub a togliersi l’umido dalle ossa con pinte di Bitter, Lagers, pale or brown Ales, Stouts, purchè sia birra e sia tanta.

Una settimana di regate molto impegnative che mettevano in luce le capacità sportive, la preparazione tecnica, la qualità dei navigatori, le scelte tattiche e le abitudini ludiche post regata.

Più che gli ottoni lucidati a specchio, i restauri multimilionari e le divise impeccabili della flotta del Mediterraneo, a Cowes migliaia di spettatori sulle rive dell’estuario del Medina River e lungo le coste dell’isola apprezzavano quegli equipaggi che riuscivano a sfruttare il vento e l’alternarsi delle correnti per battere gli avversari, ed i commenti dalle banchine e dai capannelli lungo le strade prospicienti il mare erano diversi da quelli che si sentono ad Imperia o a Cannes, dove migliaia di spettatori vengono ugualmente attratti dalla kermesse delle barche d’Epoca.

In Mediterraneo pare che l’attrazione sia piuttosto una curiosità, una morbosa ricerca del gossip, una caccia al personaggio, alla barca più grande, più lucida..In bocca alla gente ci sono le parole dell’ammirazione estetica, della malcelata invidia; i vari “si dice”,”si racconta”, i numeri dei milioni, i nomi di armatori onnipotenti, attrici famose, timonieri prezzolati..Purtroppo da noi le regate delle barche d’epoca somigliano ad occasioni per “Novella 2000” e “Dagospia” più che ad eventi sportivi, nonostante che a bordo ci si impegni e che la qualità della competizione sia diventata molto alta. Ed è difficile che possa essere diverso: le regate sono brevissime: si stendono su percorsi raramente superiori alle 10 miglia; spesso si corre in condizioni meteorologicamente facili, e vincono le barche con budgets più alti con equipaggi pagati profumatamente, vele nuove, barche alleggerite al massimo, alberi cresciuti a dismisura durante il restauro, senza rispetto dei piani originali…

E da terra si seguono le regate solo in banchina, perché spesso i percorsi sono lontani dalla costa.

Nel Solent la maggior parte degli spettatori sa che cosa significa navigare in quelle acque, e generalmente un gran numero di essi naviga e regata nello stesso specchio d’acqua, in ogni momento dell’anno, magari con derive, piccoli monotipi, classi a restrizione, barchine, barcacce e capisce perfettamente quello che accade sul campo di regata quando è spettatore.

I numerosissimi Yacht Clubs dell’isola di Wight e del Solent hanno calendari di regate incredibili per noi: molte decine di regate ogni anno, ed alcuni ne propongono in media una ogni 3 giorni! I calendari sono appesi anche nei Pubs, insieme ai ritratti di Charles Nicholson, di Uffa Fox, alle immancabili foto di Britannia, Satanita, Patience, di incrociatori in missione di guerra, di principi e ammiragli sulla spianata del Royal Yacht Squadron e alle lavagne dei menù del giorno che sono sempre uguali.

Tornando alle banchine gremite di spettatori, velisti e navigatori essi stessi, i commenti sono competenti ed appropriati: si discute sull’influenza della corrente nelle diverse parti del campo di regata e su chi ne sa trarre profitto; si apprezzano i navigatori che adottano scelte marinaresche piuttosto che spettacolari; pare bello che si prenda una mano di terzaroli invece di navigare con l’acqua ai bordi della tuga…e gli organizzatori delle regate gratificano il piacere, la passione e la conoscenza degli spettatori oltre che il desiderio di equipaggi e armatori di confrontare le barche a tutte le andature. Infatti mediamente a Cowes le regate sono state di 25-35 miglia sulla carta con percorsi complicati a zig zag tra le numerose boe del canale del Solent.

Ho avuto la fortuna di partecipare alla regata di giovedì 21 luglio a bordo di Tomahawk, uno Sparkman & Stephens di 49’ del 1938 ,uno yawl che ricorda sotto vari aspetti alcuni dei progetti più famosi di Olin Stephens: Stormy Weather, Edlu, i NY 32.

Era tanto che non mi divertivo così in regata. A parte il piacere immenso di navigare su una barca così docile, equilibrata, stabile e scattante, il percorso non prevedeva 2 andature uguali; finalmente non le solite boline con le vele cazzate a ferro e poi i lati in poppa; a queste andature, sicuramente importanti per giudicare barca equipaggio e tattica si aggiungono traversi, laschi, boline larghe e finalmente ogni barca può mostrare le sue caratteristiche e la sua andatura migliore, perché non tutte le barche riunite sotto la definizione “d’Epoca”sono state progettate per la pura regata costiera e vento in poppa o di prua: alcune erano Ocean Racers che esprimevano le migliori doti ad andature studiate per le grandi traversate, altre erano barche da crociera adatte a navigare ad andature più portanti, perché navigare contro vento non si addice ad un gentleman…

Se questo ancora non bastasse, ogni andatura deve fare i suoi conti con la corrente che incide sotto diversi angoli e con intensità variabile nel tempo e nel percorso. Mi sono trovato al timone a seguire le indicazioni dei due marinai di bordo: uno pescatore professionista in Cornovaglia, l’altro costruttore navale. Per raggiungere una boa contro vento ci siamo tenuti su un bordo di bolina con mure a dritta al limite dello stallo, con il fiocco che rifiutava a momenti e con la velocità di avanzamento ridotta a 3,5 nodi contro i 5 che avremmo raggiunto facendo portare meglio le vele, ma così facendo, grazie alla corrente ci siamo trovati in boa con un solo bordo, mentre chi navigava”meglio” rispetto al vento ha dovuto tirare 3 o forse 4 bordi. 35 miglia di percorso con vento variabile forza 3-5 ,temperatura (in luglio) 12°15°, pioggia irregolare, schiarite, corrente, traghetti da evitare, tante boe da aggirare, regolazioni continue, scotte in mano, cambi di vele per ottimizzare il rendimento alle varie andature, incroci, scelte tattiche, prima di correre al Pub e ordinare pinte di birra per riscaldarsi e diluire tutta l’adrenalina.

Le barche: generalmente quelle delle foto del Solent degli anni 60, quando le barche “moderne” di allora regatavano ancora con i racers degli anni ’30 e precedenti che noi avevamo dimenticato e abbandonato, senza ancora definirle d’epoca o storiche: erano tutte buone barche per navigare e per fare regate. Oggi generalmente sono le stesse: belle barche da navigatori e non da “fighetti”, magari con la partecipazione di qualche restauro eccellente che viene ammirato con grande deferenza e rispetto per i molti soldi spesi. Generalmente rispetto alle regate del CIM , le barche a Cowes sono meno lucide, più piccole, qualche vela un po’ vecchia, verricelli e attrezzature non sempre rigorosamente di bronzo e di gran marca tirati al lucido dell’oro, ma si incontrano facce da marinai e da gran signori in banchina e sotto l’ospitale padiglione di officine Panerai che da noi sembra la condizione senza la quale non è pensabile fare un raduno, lì appare come un incredibile lusso da avvicinare timidamente, un po’ esterno alla regata, difficile da sostituire al Pub preferito. Un po’ come il padiglione dello sceicco, pieno di tesori, odalische e profumi inebrianti che attrae il viaggiatore nel deserto, lo strega, ma non lo mette totalmente a proprio agio.

Contemporaneamente alla regata la manifestazione è stata completata ed arricchita da un raduno di auto d’epoca del club HERO, Historic Endurance Rallying Organisation. Fantastiche vetture anche dei primi del ‘900 che si sono esibite in un complicato Rally lungo le stradine dell’isola di Wight prima di partire per una lunga gara di regolarità al di là del Solent, suscitando molta attenzione e applausi da parte degli isolani e dei regatanti.

Link alla manifestazione: http://www.britishclassicyachtclub.org/regatta

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Informativa art. 1 co. 125-129
Legge 04/08/2017 n° 124

Soggetto erogante: Regione Toscana

Contributo ricevuto: € 704

Causale: contributo fondo perduto

Progetto: sostegno eventi sportivi

Anno erogazione: 2022

Totali: € 704

Dichiarazione di responsabilità

Ogni yacht, sotto la sua esclusiva responsabilità, decide se prendere o no la partenza, o se restare in gara.

I concorrenti partecipano alla regata e alla parata a loro rischio e pericolo e sotto la loro responsabilità a tutti gli effetti.

Gli organizzatori declinano ogni responsabilità per i danni che potrebbero subire le persone o le cose, sia a terra che in mare, in conseguenza della partecipazione alla manifestazione.

Si rammenta ai comandanti che essi rispondono personalmente di tutti gli incidenti che possono accadere ai loro yacht e ai loro equipaggi.

Sono dunque essi che dovranno accertarsi che siano state stipulate le assicurazioni necessarie per coprire tutti i rischi, ivi compresi quelli verso terzi. È competenza dei comandanti decidere in base alle capacità dell’equipaggio, alla forza del vento, allo stato del mare, alle previsioni meteorologiche ecc. se uscire o non uscire in mare e prendere parte alle prove in programma.

A seguito di una grave infrazione di comportamento o di spirito sportivo, il Comitato per le proteste (o Giuria) può escludere un concorrente dalla partecipazione alle prove successive, espellerlo dalla competizione o applicare altre sanzioni disciplinari. Ciò sarà applicato non solamente per le prove propriamente dette, ma anche per tutta la durata della manifestazione.

Il comandante è responsabile del comportamento del suo equipaggio e sanzioni possono essere contro di lui adottate, sino alla radiazione dello yacht dalla prova considerata, senza che altre sanzioni siano escluse.

Come valutiamo il valore storico delle imbarcazioni

La denominazione stessa della associazione indica un’attenzione al valore storico piuttosto che quello di età. Certamente le imbarcazioni di legno e di acciaio anteriori al 1951, quelle indicate come barche d’epoca, hanno sempre e comunque il diritto ad essere dichiarate di valore storico, e lo hanno sicuramente anche le barche considerate classiche, cioè costruite in esemplari unici fino al 1984.
Hanno valore storico le barche che hanno compiuto imprese degne di nota anche se sono recenti e appartengono a serie in vetroresina. Per le imbarcazioni di serie sono stati affinati i parametri che le rendono storiche.

Sono ammesse imbarcazioni:

  • in legno costruite in fasciame classico;
  • costruite in lamellare di legno, strip planking, fasciame incrociato, doppio fasciame, compensato marino anteriori al 1980;
  • in acciaio o alluminio il cui progetto/costruzione abbia un valore storico o rappresenti una realizzazione artigianale che dimostri conoscenza delle tecnologie progettuali e costruttive e valore culturale purché anteriori al 1975;
  • in fibra di vetro solo se appartenenti ad alcuni cantieri e progettate da alcuni progettisti che garantiscano la storicità del modello e di costruzione anteriore al 1984.

C&N, Nautor, Baltic, Hinkley, C&C, Solaris, Benello, Nordcantieri, Alpa, Comet sono un esempio di cantieri di cui apprezziamo la produzione e riconosciamo la storicità.
Sparkman&Stephens, Camper&Nicholson, Frers, Peterson, Holland, Carter, Sciarrelli, Vallicelli, Sciomachen sono fra i progettisti di imbarcazione di valore storico.
Sono ammesse le prime 5 imbarcazioni in vetroresina delle serie costruite da qualsiasi cantiere purché anteriori al 1984.
Sono ammesse imbarcazioni di altri cantieri e altri progettisti non contemplati nella lista solo su valutazione del Comitato Tecnico all’atto della richiesta di iscrizione.

Secondo la loro forma di carena, velatura e stima delle performances saranno inserite in adeguate classi in funzione delle condizioni di vento.
La manifestazione può riunire barche costruite in un arco temporale di oltre 100 anni e l’esperienza insegna che, con qualsiasi tipo di handicap, è impossibile confrontare in regata barche così diverse.
Le regate si corrono quindi in tempo reale e le barche vengono suddivise in classi di similitudine di performance in quella data condizione metereologica, valide quindi solo per ogni singola edizione del raduno.
Non è quindi possibile definire in anticipo in quante classi la flotta sarà suddivisa, né in quale classe sarà inserita ogni barca. Le classi saranno note solo alla vigilia del raduno quando sarà chiaro il quadro delle condizioni metereologiche e quindi delle performance che varie tipologie di barche potranno sviluppare.
Per cercare di riparare a ingiustizie che potrebbero evidenziarsi al cambio dell’intensità del vento rispetto a quello previsto, invitiamo i partecipanti a lanciare sfide dirette a quelle barche che, anche se inserite in classi diverse, rappresentano loro diretti avversari; i risultati di queste sfide aiutano a dare soddisfazione ai partecipanti che si sentono mal giudicati dalla classifica generale.
Per le barche d’epoca e classiche iscritte all’AIVE e munite di rating CIM è prevista una classifica in tempo corretto. Anche le imbarcazioni progettate secondo il regolamento IOR, se presenti in numero significativo, potranno essere classificate secondo gli originari compensi ORC.

Ma, vogliamo precisare che il raduno non è solo la regata. Lo scopo della nostra associazione è la salvaguardia delle barche del passato, della storia dello yachting, della progettazione, delle tradizioni nautiche.
Oltre alle prove in mare ci saranno conferenze, visite ai cantieri di restauro, incontri e allegria per tutti.

Iscrizione Capraia Sail Rally e Vele Storiche a Punta Ala 2025

Capraia Sail Rally e Vele Storiche a Punta Ala

Quota di iscrizione 400€ fino a 12 mt, 500€ fino a 18 mt, 600€ oltre 18 mt.

Per estendere la partecipazione a Vele Storiche a Punta Ala, evento collegato al Capraia Sail Rally, oltre alla quota di iscrizione, è previsto un supplemento di 200€, ridotto a 100€ per i soci VSV.

Vele Storiche a Punta Ala

Per partecipare solo al primo Raduno Vele Storiche a Punta Ala è prevista una quota di iscrizione di 200€ fino a 12 mt e 300€ per le imbarcazioni di lunghezza superiore.

Avendo per questa prima edizione di Vele Storiche a Punta Ala un numero limitato di posti barca, questo evento potrà accogliere le prime 15 barche che avranno completato le procedure di iscrizione.

Per entrambe le manifestazioni le iscrizioni verranno chiuse il 12 maggio.

Ogni richiesta successiva a questa data sarà sottoposta all’insindacabile giudizio degli organizzatori.

Compila il modulo (i campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori), quindi clicca sul pulsante INVIA.

La quota deve essere versata, contestualmente all’iscrizione, a mezzo bonifico bancario intestato a:
Vele Storiche Viareggio
IBAN: IT25I0503402802000000570000

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