Bufeo Blanco al Puig di Barcellona

5 Ottobre 2011
Tempo di lettura: 6 minuti circa

di Giuseppe e Francesca Marino, con i piccoli velisti Michele e Sveva e Marco Buonanni, braccio destro e sinistro del Bufeo

Dal diario di bordo di Bufeo Blanco, 2011

Cominciamo dalla fine…

Le tappe settembrine della nostra navigazione estiva sono quelle che hanno riservato più emozioni: dall’arcipelago della Maddalena, a Porto Rotondo a fare da spettatori per il Trofeo Panerai di Vele d’Epoca, a Porto Cervo a vedere sfrecciare gli ultramoderni ed inarrivabili (in tutti i sensi..) Maxi, alla Corsica disabitata di Macinaggio e Centuri, fino a casa, attraverso la Capraia.

Ma ora l’inizio del diario di bordo: quando concili divertimento, sport, natura, avventura, famiglia, relax e scoperta di posti nuovi credo che si possa parlare della vacanza perfetta, se poi lo fai a bordo della tua barca allora e’ la sublimazione dei desideri. Bufeo Blanco, Sangermani di 52 piedi del 1963, anche quest’anno, mollati definitivamente gli ormeggi delle Grazie a fine inverno, dopo alcuni mesi di manutenzione straordinaria in cantiere a Viareggio, è partita per il suo viaggio estivo che ci ha portati a conoscere le coste spagnole e le Isole Baleari.

Motore dell’itinerario di quest’anno è stato, da un lato il desiderio di partecipare al Trofeo di Vela Classica Puig di Barcellona e poi alle regate della Copa del Rey Classica di Mahon a Minorca e dall’altro accompagnare per un pò una barca “amica” che si dirige verso Gibilterra per partecipare alla ARC, regata oceanica che parte a novembre da Gran Canaria. L’esperienza più forte è stata sicuramente il Golfo del Leone i cui venti hanno soffiato come nella migliore tradizione di quel mare costringendoci anche ad una lunga sosta sulle coste della Provenza che ci ha regalato ricche mangiate di ostriche.

Proseguendo la nostra navigazione la sosta a Marsiglia è stata una bella scoperta. Una città dai palazzi eleganti e dal porto ampio e ricco di storia immerso nei sapori e nei profumi tipici del nord africa. Strade di mercati di spezie colorate dai profumi intensi, gente magrebina ovunque affolla le vie della parte vecchia che si inseguono in un alternarsi di bancarelle di frutta, verdura, olive e frutta secca, il tutto condito di tanta allegria che solo le urla promozionali del venditore di albicocche secche puo’ tentare mentre intona una litania dai ritmi arabeggianti. C’è colore, c’è sporcizia, c’è vita, c’è integrazione, c’è tolleranza, c’è umanita’ che convive e che produce.

Poi c’è anche un mare dorato al tramonto che si spegne sulle mura dei bastioni all’imboccatura del porto, ci sono i calanchi, scogli di un bianco abbagliante che si immergono in azzurro intenso. C’è tanta gente, tanti giovani, tanta vita.

Poi l’arrivo a Barcellona è maestoso. Accolti al Real Club Nautico, il nome rispecchia le aspettative, il posto è bellissimo e siamo in pieno centro della città, al Mare Magnum, il calore e l’allegria spagnola si presentano subito dando alla manifestazione un tocco di eleganza e divertimento indiscutibili. Graditi ospiti per tutto il mese di luglio (quando mai una generosità del genere si è vista finora nei Circoli italiani…), in rappresentanza della vela italiana insieme a Patience, si approfitta per tirare la barca a lucido, prepararla per la battaglia e visitare la città in lungo e largo. Di questa esperienza ricorderemo un’onorevole quinto posto su venti barche di classe tutte bellissime, agguerritissime e competitive (quelle spagnole a causa dei rating quanto meno discutibili..), i gin tonic a base di Bombay Sapphire e le cene alla Barceloneta.

Ripresa sobrietà e freschezza, la nostra prua dirige verso le Baleari dove anche il resto della famiglia si ricongiunge e dopo qualche giorno ancora di tempo instabile cominciamo a godere del divertimento che solo due isole come Ibiza e Formentera possono offrire. Dai mitici locali Blue Marlin e Pacha per i più mondani, dalle spiagge caraibiche di Espalmador e Tango per i più naturalisti, alle coste verticali del nord di Ibiza trascorriamo le nostre giornate cercando di farsi spazio tra le barche di ogni specie e dimensione, tra vip e aspiranti tali, registriamo una paesaggio d’incanto in un contesto a cui non eravamo abituati venendo da anni di crociere in Grecia e dintorni dove la tranquillità è garantita. Arrivando a Formentera sicuramente non ci si sente soli!!!

Le cose migliorano molto quando ci spostiamo a Maiorca dove ci attende una città che ci ricorda Montecarlo per bellezza e per qualità di barche, Palma de Maiorca. Un’architettura sontuosa, una citta’ importante, elegante, con viali alberati e negozi lussuosi. L’isola è grande, la visitiamo con un’auto e scopriamo che è bellissima. A tratti sembra di essere in Toscana, è piena di case, di ville, di casali costruiti con pietra a vista e tetti con i coppi color ambra a cui fanno ombra ulivi secolari, cipressi e pini marini. Tutto a picco sul mare. Una costa vertiginosa e mozzafiato ci regala dei ricordi e delle sensazioni che ci fanno dimenticare il caos delle mondane Ibiza e Formentera.

Ancora diversa ci appare Minorca, forse a nostro avviso la più bella, con i suoi fiordi profondi che inaspettatamente ci aprono nuovi scorci. E’ qualcosa mai vista e lo sa anche Capitan Lipari che troviamo a Ciutadela, il nostro primo porto… un fiordo! Una cittadina carina dove tutti indossano le tipiche scarpe locali, le minorchine, ne facciamo incetta per parenti e amici. Il cibo lascia un pò a desiderare tanto quanto il servizio, lento e disorganizzato un pò in tutte le isole. Ma per fortuna che la traina e la pesca subacquea ci ha concesso qualche buon crudo, sughi di cernia e occhiate al forno.

Dopo avere costeggiato il lato nord, la nostra ultima tappa è Mahon dove arriviamo nello stupore: Un fiordo lunghissimo! Trofeo Panerai Classic, organizzazione perfetta, barche tirate a lucido, a partire da Hispania che rappresenta la Corona di Spagna, ma che sfortunatamente spezza l’albero il primo giorno di regate ed è costretta al ritiro, fino a Creole che guardava la competizione a distanza di sicurezza. Con una condizione meteo che non consente a Bufeo Blanco di esprimersi al meglio (l’ultimo giorno, onde di maestrale paurosamente alte!) abbiamo fatto il tifo per la bella flotta di navi scuola della nostra Marina Militare, rappresentata egregiamente da Stella Polare, Caroly, Corsaro II e Capricia (quest’ultima abbiamo avuto la soddisfazione di lasciarcela dietro..). Tutto sembra finire, in realtà doveva appena cominciare, come si detto all’inizio del nostro diario di bordo!!

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Informativa art. 1 co. 125-129
Legge 04/08/2017 n° 124

Soggetto erogante: Regione Toscana

Contributo ricevuto: € 704

Causale: contributo fondo perduto

Progetto: sostegno eventi sportivi

Anno erogazione: 2022

Totali: € 704

Dichiarazione di responsabilità

Ogni yacht, sotto la sua esclusiva responsabilità, decide se prendere o no la partenza, o se restare in gara.

I concorrenti partecipano alla regata e alla parata a loro rischio e pericolo e sotto la loro responsabilità a tutti gli effetti.

Gli organizzatori declinano ogni responsabilità per i danni che potrebbero subire le persone o le cose, sia a terra che in mare, in conseguenza della partecipazione alla manifestazione.

Si rammenta ai comandanti che essi rispondono personalmente di tutti gli incidenti che possono accadere ai loro yacht e ai loro equipaggi.

Sono dunque essi che dovranno accertarsi che siano state stipulate le assicurazioni necessarie per coprire tutti i rischi, ivi compresi quelli verso terzi. È competenza dei comandanti decidere in base alle capacità dell’equipaggio, alla forza del vento, allo stato del mare, alle previsioni meteorologiche ecc. se uscire o non uscire in mare e prendere parte alle prove in programma.

A seguito di una grave infrazione di comportamento o di spirito sportivo, il Comitato per le proteste (o Giuria) può escludere un concorrente dalla partecipazione alle prove successive, espellerlo dalla competizione o applicare altre sanzioni disciplinari. Ciò sarà applicato non solamente per le prove propriamente dette, ma anche per tutta la durata della manifestazione.

Il comandante è responsabile del comportamento del suo equipaggio e sanzioni possono essere contro di lui adottate, sino alla radiazione dello yacht dalla prova considerata, senza che altre sanzioni siano escluse.

Come valutiamo il valore storico delle imbarcazioni

La denominazione stessa della associazione indica un’attenzione al valore storico piuttosto che quello di età. Certamente le imbarcazioni di legno e di acciaio anteriori al 1951, quelle indicate come barche d’epoca, hanno sempre e comunque il diritto ad essere dichiarate di valore storico, e lo hanno sicuramente anche le barche considerate classiche, cioè costruite in esemplari unici fino al 1984.
Hanno valore storico le barche che hanno compiuto imprese degne di nota anche se sono recenti e appartengono a serie in vetroresina. Per le imbarcazioni di serie sono stati affinati i parametri che le rendono storiche.

Sono ammesse imbarcazioni:

  • in legno costruite in fasciame classico;
  • costruite in lamellare di legno, strip planking, fasciame incrociato, doppio fasciame, compensato marino anteriori al 1980;
  • in acciaio o alluminio il cui progetto/costruzione abbia un valore storico o rappresenti una realizzazione artigianale che dimostri conoscenza delle tecnologie progettuali e costruttive e valore culturale purché anteriori al 1975;
  • in fibra di vetro solo se appartenenti ad alcuni cantieri e progettate da alcuni progettisti che garantiscano la storicità del modello e di costruzione anteriore al 1984.

C&N, Nautor, Baltic, Hinkley, C&C, Solaris, Benello, Nordcantieri, Alpa, Comet sono un esempio di cantieri di cui apprezziamo la produzione e riconosciamo la storicità.
Sparkman&Stephens, Camper&Nicholson, Frers, Peterson, Holland, Carter, Sciarrelli, Vallicelli, Sciomachen sono fra i progettisti di imbarcazione di valore storico.
Sono ammesse le prime 5 imbarcazioni in vetroresina delle serie costruite da qualsiasi cantiere purché anteriori al 1984.
Sono ammesse imbarcazioni di altri cantieri e altri progettisti non contemplati nella lista solo su valutazione del Comitato Tecnico all’atto della richiesta di iscrizione.

Secondo la loro forma di carena, velatura e stima delle performances saranno inserite in adeguate classi in funzione delle condizioni di vento.
La manifestazione può riunire barche costruite in un arco temporale di oltre 100 anni e l’esperienza insegna che, con qualsiasi tipo di handicap, è impossibile confrontare in regata barche così diverse.
Le regate si corrono quindi in tempo reale e le barche vengono suddivise in classi di similitudine di performance in quella data condizione metereologica, valide quindi solo per ogni singola edizione del raduno.
Non è quindi possibile definire in anticipo in quante classi la flotta sarà suddivisa, né in quale classe sarà inserita ogni barca. Le classi saranno note solo alla vigilia del raduno quando sarà chiaro il quadro delle condizioni metereologiche e quindi delle performance che varie tipologie di barche potranno sviluppare.
Per cercare di riparare a ingiustizie che potrebbero evidenziarsi al cambio dell’intensità del vento rispetto a quello previsto, invitiamo i partecipanti a lanciare sfide dirette a quelle barche che, anche se inserite in classi diverse, rappresentano loro diretti avversari; i risultati di queste sfide aiutano a dare soddisfazione ai partecipanti che si sentono mal giudicati dalla classifica generale.
Per le barche d’epoca e classiche iscritte all’AIVE e munite di rating CIM è prevista una classifica in tempo corretto. Anche le imbarcazioni progettate secondo il regolamento IOR, se presenti in numero significativo, potranno essere classificate secondo gli originari compensi ORC.

Ma, vogliamo precisare che il raduno non è solo la regata. Lo scopo della nostra associazione è la salvaguardia delle barche del passato, della storia dello yachting, della progettazione, delle tradizioni nautiche.
Oltre alle prove in mare ci saranno conferenze, visite ai cantieri di restauro, incontri e allegria per tutti.

Iscrizione Capraia Sail Rally e Vele Storiche a Punta Ala 2025

Capraia Sail Rally e Vele Storiche a Punta Ala

Quota di iscrizione 400€ fino a 12 mt, 500€ fino a 18 mt, 600€ oltre 18 mt.

Per estendere la partecipazione a Vele Storiche a Punta Ala, evento collegato al Capraia Sail Rally, oltre alla quota di iscrizione, è previsto un supplemento di 200€, ridotto a 100€ per i soci VSV.

Vele Storiche a Punta Ala

Per partecipare solo al primo Raduno Vele Storiche a Punta Ala è prevista una quota di iscrizione di 200€ fino a 12 mt e 300€ per le imbarcazioni di lunghezza superiore.

Avendo per questa prima edizione di Vele Storiche a Punta Ala un numero limitato di posti barca, questo evento potrà accogliere le prime 15 barche che avranno completato le procedure di iscrizione.

Per entrambe le manifestazioni le iscrizioni verranno chiuse il 12 maggio.

Ogni richiesta successiva a questa data sarà sottoposta all’insindacabile giudizio degli organizzatori.

Compila il modulo (i campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori), quindi clicca sul pulsante INVIA.

La quota deve essere versata, contestualmente all’iscrizione, a mezzo bonifico bancario intestato a:
Vele Storiche Viareggio
IBAN: IT25I0503402802000000570000

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